05 giugno 2006

Referendum costituzionale - Si vota SI'

Si vota Sì
Chi ha davvero a cuore il futuro dell'Italia, domenica 25 e lunedì 26 giugno, voterà Sì al referendum confermativo sulla riforma della seconda parte della Costituzione varata dal governo Berlusconi.

E' fondamentale dare la massima diffusione ai contenuti di questa riforma e non prestare ascolto ai vari "Follini" (traditori del voto) ed all'attuale maggioranza di centro sinistra, retrograda ed ipocrita (più sinistra che centro), che stanno mistificando i significati di queste modifiche alla seconda parte della nostra vecchia Costituzione.

IL DECALOGO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE (tratto dal sito ufficiale della Lega Nord)

I - Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773, con significativo risparmio per le finanze pubbliche.

II - Saranno i cittadini, e non più i palazzi della politica, a scegliere maggioranza parlamentare, coalizione di governo e primo Ministro: è il premierato.

III - Non più due Camere identiche, l'una doppione dell'altra. Ora il Senato sarà federale ed avrà una sua funzione specifica: rappresentare le esigenze delle Regioni. La Camera si occuperà di quelle dello Stato.

IV - Semplificato il procedimento legislativo. Non più lunghi e ripetuti passaggi di testi fra le due Camere, ma ciascuna Camera approverà le leggi nelle materie di propria competenza. Il risultato sarà la riduzione dei tempi e dei costi per le casse pubbliche.

V - La legge dovrà stabilire limiti al cumulo delle indennità parlamentari con altre entrate.

VI - I regolamenti parlamentari dovranno tutelare i diritti delle opposizioni: ora questo non è previsto.

VII - L’ordinamento evolve in senso federale, come sta avvenendo in molti Stati moderni: viene riequilibrato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni per garantire migliori servizi ai cittadini, senza compromettere l’unità del Paese. Alle Regioni vengono devolute particolari funzioni in materia di istruzione, sanità e polizia locale. Tutte avranno le stesse opportunità, senza penalizzazioni per alcune aree rispetto ad altre e senza la differenziazione tra le Regioni, prevista dalla riforma del 2001. Si avrà quindi un federalismo equo, solidale ed equilibrato.

VIII - Tutte le leggi regionali dovranno rispettare il criterio dell'interesse nazionale, non più previsto a seguito della riforma del 2001.

IX - Sulle modifiche alla Costituzione sarà sempre possibile chiamare i cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò non avviene se tali modifiche sono state approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi.

X - Aumentano le garanzie per i comuni e le province, gli enti più vicini ai cittadini: potranno ricorrere alla Corte costituzionale in caso di lesione delle proprie competenze.

Ulteriori informazioni e approfondimenti li potrete trovare sul sito http://www.sivotasi.it/.

P.S. - Qui si riterrebbe più che mai opportuna anche una sostanziale modifica della Costituzione per quanto riguarda i suoi valori fondanti.
Infatti, leggendo bene la prima parte della nostra "Carta", pare che l'unico valore fondante sia il "lavoro" (art. 1) mentre vi sarebbe solo un "riconoscimento" della libertà e dei "diritti inviolabili dell'uomo".
Si legga questo post nell'ultima parte intitolata "La Libertà e la nostra Costituzione".

AGGIORNAMENTO DEL 20 giugno 2006
A quelli che ostinatamente fanno propaganda per il NO, ai "fondamentalisti costituzionali" e agli indecisi, consiglio vivamente la lettura dell'articolo di Peppino Calderisi, "Referendum - Prodi, ribaltoni e bugie", apparso su Il Giornale di ieri, 19 giugno 2006.
Ciò che scrive Calderisi è interessante soprattutto perché racconta alcuni retroscena davvero imbarazzanti per Prodi e il centrosinistra. E mi è parso talmente interessante che non ho potuto fare a meno di riportarlo anche su questo blog.

AGGIORNAMENTO DEL 26 giugno 2006
Si consiglia la lettura del post "Tutte le bugie della sinistra sul referendum", dal blog "A Conservative Mind" (di Fausto Carioti).

36 Commenti:

Blogger Bender ha scritto...

Il commento da fare mi sembra uno solo: smettetela di copiaincollare questo decalogo scritto altrove, da una delle parti in causa, e buttate giù due righe vostre per spiegare perchè si dovrebbe votare sì. Altrimenti, non c'è informazione né discussione ma solo propaganda

05 giugno, 2006 23:53  
Blogger il miscredente ha scritto...

No Bender,
se hai ben letto, non c'è solo il decalogo ma c'è anche un link che ti porta, sì, ad un sito "di parte" ma che, nonostante questo, mi pare comunque un buon inizio per capire meglio la riforma.
Inoltre questo blog non è una testata giornalistica, dove si dovrebbero esporre i fatti in modo "asettico", ma è un luogo dove esprimo in libertà le mie personalissime idee.

Se vuoi dei pareri contrari a questa riforma puoi tranquillamente visitare tantissimi altri blog e siti.
Se oltre a questo vuoi anche discuterne, sei libero di esporre in questo blog le tue idee ed aprire un confronto.

Ti ricordo solo che questo blog è moderato dal sottoscritto, per cui ti chiedo scusa fin da ora se i tuoi commenti non saranno immediatamente visibili.

Ciao.

06 giugno, 2006 09:17  
Anonymous CARLO CANNAS ha scritto...

3 BUONI MOTIVI PER VOTARE SI

RIDURRE DEL 30% IL NUMERO DEI ARLAMENTARI;

MAI PIU' RIBALTONI, CADE IL GOVERNO, SI VA DIRITTI AL VOTO;

L'INTERESSE NAZIONALE PREVALE SU QUELLO REGIONALE.

07 giugno, 2006 09:25  
Anonymous mberto ha scritto...

Residente fuori d'Italia non sapevo esattamente come votare. La lettura del blog mi ha chiarito le idee (Si alla ,riduzione dei Parlamentari, potranno sonnecchiare altrove,si alle elezioni in caso di caduta del Governo, con la vecchia pasta non si é mai fatto del buon pane,si alla prevalenza dell'interesse nazionale). Grazie

09 giugno, 2006 00:10  
Anonymous Carolina Figini ha scritto...

Gentilissimo, La prego cortesemente di pubblicare un parere contrario (per il NO) con la sua consueta correttezza.
Cordiali saluti,
Carolina Figini

Cari amici, il 25 e il 26 giugno si potrà votare per confermare o meno, mediante referendum, le consistenti modifiche (50 articoli cambiati + 3 nuovi) apportate alla Costituzione dal vecchio Parlamento su iniziativa dell’allora Presidente del Consiglio. Data l’importanza dell’argomento – la Carta Costituzionale, come a suo tempo la Magna Charta, “non conosce sovrani”! – ho voluto documentarmi per evitare un voto “viscerale”. Ho letto entrambi i testi e propongo qui le riflessioni che mi sembrano più importanti.
1. La rappresentanza. I parlamentari rappresentano ancora la Nazione ed esercitano sempre le funzioni “senza vincolo di mandato”. Cosa giusta, spesso ignorata nei comportamenti, ma valida comunque per tutti indistintamente. Tuttavia nella nuova camera dei deputati (unica perché l’attuale senato, pur fatto da eletti su base regionale, è soppresso), questi non godono degli stessi diritti. Solo i deputati appartenenti alla maggioranza possono votare la “sfiducia costruttiva”, evitare lo scioglimento delle camere e indicare un nuovo Primo Ministro da impegnare sul programma della maggioranza. I deputati dell’opposizione non hanno diritto di voto. Altro che rappresentare la Nazione!
2. I poteri. Solo un buon equilibrio dei poteri è garanzia di un buon funzionamento delle istituzioni (persino nel gioco del poker non esiste una combinazione di carte sicuramente vincente!), ma nella nuova Carta si manifesta uno sbilanciamento rilevante. È la camera, e non viceversa, ad avere bisogno della fiducia del Primo Ministro; questi può imporre il suo scioglimento al Presidente della Repubblica, che perde l’autonomia di questa facoltà. Inoltre si profilano conflitti di competenza interni al potere legislativo, con l’istituzione del Senato Federale e la soppressione del sistema bicamerale. Ci saranno leggi varate della camera, dal senato, leggi bicamerali, leggi del senato modificate dal governo, proposte di modifica del senato a leggi della camera, commissioni e comitati paritetici per il contenzioso in materia… bella semplificazione! Altri squilibri derivano dal rafforzamento della componente politica del Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte Costituzionale.
3. La chiarezza. Ho sempre avuto caro il mio libricino 1095 collezione legale di Pirola con il testo della Costituzione. Un testo anche molto difficile, ma chiaro, molto più chiaro e sintetico delle leggi ordinarie, come ci si aspetta della Legge delle Leggi. Pensiamo a esempio alle nove parole dell’art. 70: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalla due camere”. Il nuovo art. 70, vi risparmio il testo, è fatta da 585 parole, con 11 rinvii a 9 diversi articoli della costituzione stessa, comma vari, e una serie di precisazioni e distinzioni, sempre all’insegna della semplicità, naturalmente!
4. I valori. La Costituzione è per definizione una Legge che traduce i valori fondanti di una società in criteri generali che regolino la vita futura della collettività, al di là delle diverse situazioni contingenti che possano emergere. Sono valori vivi che tutelano i diritti e la libertà dei cittadini, senza discriminazioni di alcun tipo; sono valori universali e democratici pensati per il futuro di tutti. Nella nostra Carta essi ispirano in particolare la I parte, che apparentemente non verrebbe toccata dalle modifiche proposte. Ma è proprio vero? Nella passata legislatura ho assistito, abbiamo assistito, ad attacchi insistenti ai valori di solidarietà, anche internazionale, che hanno riferimenti in articoli della prima parte della Costituzione. I criteri di progressività del prelievo fiscale (art. 53), l’indipendenza e la laicità dello stato (articoli 7, 8, 19), gli ideali internazionali (art. 11) sono stati messi in discussione e con la concentrazione dei poteri nelle mani di una sola persona, sancita dall’elezione diretta e dalle modifiche oggi introdotte e non condivise né concordate con l’opposizione, risultano ancora più minacciati.
5. L’anacronismo. Le prime critiche alla Carta Costituzionale: erano dettate dai disagi che viveva la Prima Repubblica, prima del crollo, ed erano conseguenze di difetti non necessariamente attribuibili alla Costituzione. Le critiche di allora erano: Esecutivo debole rispetto al Parlamento; troppi “inciuci” tra maggioranza e opposizione; troppe lungaggini ostruzionistiche e troppo potere di ricatto e di veto da parte di partiti e partitini. Oggi assistiamo all’opposto: il Parlamento soccombe davanti ai voti di fiducia al Governo e ai suoi maxi-emendamenti onnicomprensivi; la maggioranza nega con arroganza il dialogo con l’opposizione in nome di un’investitura ingiustificata (dalla Costituzione); i tempi dei lavori parlamentari sono regolati e contingentati in forma assai stretta e i partiti, i partiti basta guardare come sono ridotti… a caccia esasperata di consensi.
6. La “devolution”. Con questo nome poco italiano e ancor meno lombardo viene presentata la modifica proposta. Il significato sembra essere quello di venire incontro alle esigenze di decentramento volute dalla Lega Nord di Bossi, con attribuzione di competenze alle regioni. Questo aspetto è presente, ma con un peso non paragonabile a quello dell’accentramento dei poteri già descritto. Sono ribadite le competenze regionali in materia di salute, istruzione e sicurezza (corpi armati), e a mio parere si affacciano pericoli di “dissolution” dello Stato (ricordate come è cominciato il crollo della Jugoslavia?). Si ha poi la certezza di un frastagliarsi di provvedimenti locali che renderanno meno omogenei alcuni diritti e servizi ai cittadini italiani. Più vicina all’idea di devolution era perfino la famigerata riforma del Titolo V operata unilateralmente dal centrosinistra (che brutto precedente!) che comunque, va ricordato, si basava sull’assenso espresso dall’allora opposizione su questi argomenti in commissione bicamerale (70 membri, tutte le componenti - Lega, FI, AN, UDC - rappresentate), prima dell’affossamento politico di questa.
7. Il metodo. Basterebbe da solo a determinare una scelta. Se è vero che la Costituzione deve essere il riferimento normativo e valoriale per tutti, sembra logico che la sua elaborazione spetti a tutti (i rappresentanti in nome dei rappresentati) e che la sua approvazione debba essere la più ampia possibile. Così non è stato: le modifiche di oggi si devono all’attività redazionale di 4 persone di parte, mentre la Costituente del 1946-47 era composta da 556 rappresentanti di tutte le componenti; abbiamo assistito a una prova di forza ingiustificata, a una riforma costituzionale presentata come parte di un programma elettorale (inaudito) e all’esibizione dell’alibi fornito dal precedente della riforma unilaterale del Titolo V, fatta dal centro sinistra, di fronte a ragionevolissime obiezioni. (vedi punto 6). Sono convinta che fra tutte le contraddizioni del provvedimento, questa, di metodo sia anche la più importante e la più pesante. Una Costituzione non fondata sul contributo e sul consenso di tutte le componenti di una collettività è una contraddizione in termini, una negazione del concetto stesso di Costituzione. Non si vede in alcun modo come possa sostituirsi alla Carta che i Costituenti hanno elaborato con sforzi, discussioni e obiettivi di ben altra consistenza portata e lungimiranza.
8. Il condivisibile. Possibile che tutto vada male in questa riforma? Possibile, possibile, certamente possibile per il metodo. Detto questo, nel merito potrebbero esserci parti condivisibili. Personalmente ho trovato due elementi che meritano attenzione: la ri-attribuzione allo Stato di competenze importanti in materia di ordinamenti generali sulla tutela della salute, sicurezza su lavoro, distribuzione dell’energia e la riduzione del numero dei parlamentari, che viene presentata come meritoria forma di risparmio. Ciò potrebbe essere condivisibile, tuttavia sono oscuri i criteri adottati per questa riduzione, che in ogni caso dovrebbe diventare operativa dal 2016. Ci dovrebbe essere insomma tutto il tempo per poter approfondire e concordare il provvedimento in uno spirito costituzionalista. O no?
Per quanto sopra ho maturato la decisione di partecipare al referendum votando NO e augurandomi che ogni eventuale futura modifica costituzionale sia effettuata con spirito costituzionalista!
Spero di non aver fatto cosa sgradita, inviandovi le mie lunghe considerazioni, e vi chiedo di andare a votare, comunque la pensiate. Grazie.

Carolina

12 giugno, 2006 13:51  
Anonymous gael84 ha scritto...

Domandine per i "federalisti" della Lega & Co.: Più leggo e sento i discorsi leghisti più ho un po' di domande, di taglio politologico, storico e sociale. Vi dite federalisti. Eppure la storia dice che i "Federalisti" sono quelli che vogliono l'Unione. In America i federalisti si battevano per un forte governo centrale, gli anti-federalisti erano per la difesa delle autonomie locali. Tanto è vero che i federalisti europei sono proprio coloro che vogliono dare maggiore potere all'Europa. Moltissimi sono inoltre i paesi democratici, liberali e moderno non federali: Regno Unito, Spagna, Francia, Svezia, Norvegia, Giappone, Finlandia... etc... etc... altri paesi sono "Federali" solo di nome, come l'Austria... Cosa ha di "Federale" il Senato che proponete nella riforma costituzionale? Normalmente le camere alte federali hanno rappresentanza paritaria per ogni ente compone il Paese (ad esempio due senatori per ogni stato negli USA). In Germania c'è una sovra-rappresentazione dei piccoli Laender e poi il voto di ciascuno stato deve essere unanime. Inoltre non capisco cosa c'è di "Federale" nell'"interesse nazionale" che permette al governo centrale di bloccare qualunque legge regionale (al contrario della riforma del Titolo V del 2001 che non consentiva di bloccare nulla). Poi sbandierate tanto il "federalismo fiscale". Vi siete mai chiesti cos'è? Nei paesi dove c'è il "federalismo fiscale", come gli USA, il Canada, l'Australia, la Germania, la Svizzera, le cose funzionano in questo modo: il governo centrale decide a quali stati dare i fondi, ai più poveri i fondi maggiori, ai più ricchi i fondi minori (tanto è vero che il più forte oppositore del federalismo fiscale in Canada è sempre stato l'indipendentista Quebec). Inoltre spesso questi fondi sono vincolati ad attività scelte dalla capitale. Il "Federalismo fiscale" è insomma il mezzo del governo centrale di controllare gli stati federati. Vi piace davvero questo sistema?

13 giugno, 2006 15:33  
Blogger Chiarezza ha scritto...

Non è stato detto che la riforma concentra nel Primo ministro poteri che rendono del tutto squilibrata in senso autoritario la forma di governo dell'Italia, isolandola dagli Stati liberal-democratici. La blindatura del vertice del governo è praticamente assoluta, perché la sua sostituzione con un altro Primo ministro appartenente alla stessa maggioranza (che eviterebbe lo scioglimento della Camera), è resa impossibile dall'altissimo quorum richiesto. Il Presidente della Repubblica perde il potere di scioglimento della Camera, che passa integralmente al Primo ministro: la Camera dei deputati è degradata ad una condizione di mortificante inferiorità: o si conforma alla richiesta di approvazione di un testo legislativo su cui il Premier ha posto la questione di fiducia o, se dissente, provoca lo scioglimento dell'Assemblea e il ritorno di fronte agli elettori. La finalità "antiribaltone" non giustifica queste scelte estreme, perché la stabilità del governo dipende soprattutto dal "fatto maggioritario", realizzabile anche con l'attribuzione di un premio di maggioranza, come è già avvenuto nelle XIV e XV legislature

15 giugno, 2006 10:37  
Anonymous Tommaso Rossi ha scritto...

Visto che la riforma l'avete fatto voi... leggetevela.

Il numero di parlamentari diminuirà e forse è un bene (non certo a livello rappresentativo), ma solo nel 2016!!

Se pensate di spendere meno, ricordatevi l'istituzione di una nuova polizia, creata più che altro per dare posti di lavoro inutili (come gli impiegati di comune in tutto il paese ai tempi della DC) che prenderà i soldi da noi cittadini contribuenti... (o meglio... io sono contribuente... voi non so...)
Il Governo durerà, certo... ma visto che è impossibile farlo cadere (bastano all'interno del parlamento !40! quaranta voti pro-premier ed egli rimarrà al suo posto.
Per cui, di destra o di sinistra che sia il governo, qualsiasi legge farà, egli non potrà essere rimandato a casa.
Voi credete nella stabilità?!?
Anche Stalin, Castro e Pol-Pot ci credevano.
Certo, forse non arriveremo a livelli dittatoriali, ma mi pare proprio che i precedenti premier, di sinistra e di destra, abbiano dimostrato di saper fare soprattutto leggi per se stessi o per il proprio partito (come il centro-sinistra) che per gli italiani...
Quindi se si vota sì, si favorirà questo processo, che non è dittatoriale solo perchè non ci piace chiamarlo tale...
Non mi lamento della mia libertà, ma in fatto di propaganda e di controllo dell'informazione (i libri di testo a sinistra, le tv a destra) non siamo secondi a nessuno... e i nostri politici sono pure subdoli.

Sul famoso "interesse nazionale"...
Mi vien da ridere a pensare che i leghisti votino sì, quando lo stato potrà decidere di mettergli un centro di stoccaggio (sapete cos'è?!?) sotto casa (guarda caso queste cose capitano solo al sud...)
Mi vien da ridere perchè voi votate sì, soprattutto perchè contro questo governo di centro-sinistra.
Provate a pensare... una regione di destra come la mia (Friuli) sarà controllata dallo stato!!!
Tutte le sue decisioni potranno essere bloccate da esso!!!
Per non parlare dei problemi che questo porterà al sud (clientelismo).

Per cui il concetto di "interesse nazionale" non si riflette bene all'interno delle realtà regionali e locali.
In parole povere è un altra conferma di un desiderio di controllo.

Lo so su cosa conta Forza Italia...
Forza Italia sa che queste variazioni entreranno in vigore nella prossima legislazione... quando spera di essere lei al governo....
Ma non pensate a quando tornerà al governo la sinistra? O sperate non accada mai... dobbiamo essere realisti, colleghi!!

E non pensiate che cambiare la Costituzione sarà in futuro più facile... è un'altra balla propagandistica!!!

16 giugno, 2006 09:56  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Cari forzisti, non condivido affatto il vostro continuo screditare quella che voi definite la "vecchia costituzione", scritta col sangue di tanti italiani di destra e di sinistra, in comune accordo, l'accordo che oggi manca! Saluti a voi, e ai vostri antenati che state giustappunto tradendo

16 giugno, 2006 12:35  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Estratto di un documento sottoscritto da giuristi per il si:

"Non ci nascondiamo il fatto che la riforma meriti di essere successivamente integrata con alcuni correttivi, che riguardano in particolare:

* il complesso procedimento legislativo che appare farraginoso, e che rischia di determinare conflitti di competenza tra le due Camere paralizzando l’iter formativo della legge;
* la forma di governo, ove alcune rigidità finiscono per attribuire poteri di veto e di ricatto a componenti minoritarie della maggioranza;
* la composizione e il ruolo del Senato, non pienamente rappresentativo delle Regioni e dotato di poteri decisionali che pregiudicherebbero la funzione di indirizzo del Governo;
* lo statuto dell’opposizione solo abbozzato e che va rafforzato."

Quindi, posso accettare tutte le vostre ragioni e discutere nel merito delle varie proposte, ma:

IV - Semplificato il procedimento legislativo. Non più lunghi e ripetuti passaggi di testi fra le due Camere, ma ciascuna Camera approverà le leggi nelle materie di propria competenza. Il risultato sarà la riduzione dei tempi e dei costi per le casse pubbliche.

Mi sembra abbastanza ardito, tanto che gli stessi giuristi e professori universitari che invitano a votare si, sostengono l'esatto opposto.

16 giugno, 2006 18:30  
Anonymous Anonimo ha scritto...

mi imbatto in questo sito...e dico solo che Bender ha ragione...più sostanza e meno propaganda....e magari meno risposte piccate, caro Miscredente....
Comunque l'anno scorso sul Corriere Calderoli in un intervista ha detto che la notte non dormiva e pensava alla Costituzione, perchè di notte gli vengono idee brillanti...allora, lui se le scriveva su un post it per poi lavorarci su.
Non commento, riporto solamente.
Caro miscredente, io vengo su sto blog ed esprimo i miei pareri..se non sei ispirato da spirito democratico, non renderli visibili , come faresti con Bender, ma poi non dire che in questo blog si può anche discutere.
Vedi tu...
Saluti a tutti

16 giugno, 2006 22:16  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Altra cosa particolarmente importante (nell'attesa che venga pubblicato il post di ieri sul giudizio dei giuristi per il si):

"Sulle modifiche alla Costituzione sarà sempre possibile chiamare i cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò non avviene se tali modifiche sono state approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi."

Ok... ma la cosa che appare evidente è che dunque se ora votiamo significa che la riforma è stata approvata a maggioranza inferiore ai due terzi! Cioè, in pratica la CdL ha approvato una riforma costituzionale con un colpo di maggioranza.
Ricordo che la nostra costituzione (quella ancora in vigore) è stata approvata dal 90 % dell'aula (in cui c'erano TUTTE le forze che hanno partecipato alla lotta antifascista, ossia un coagulo di forze eterogenee che hanno trovato un accordo per la Carta Costituzionale)...
Altra cosa ancora: definire Follini traditore ma pare cosa disonesta. Sempre nella CdL sta e non capisco perchè se la sua idea e quella di votare no, deve per forza votare si perchè il suo schieramento è compatto per il si. Nei blogger destroidi leggo tanto di democrazia, si dice che il "centralismo democratico" è tipico dei paesi comunisti, ed ora appena qualcuno del vostro schieramento esprime le sue idee in dissenso con il resto dello schieramento stesso lo si addita come traditore. Tanto per dirne un'altra: l'UCD (TUTTA, non Follini e basta) era favorevole a votare Napolitano presidente. Non l'avessero mai detto: è partita la descrizione sistematica di un panorama devastante, in cui la Lega e Forza Italia denunciavo la rottura della CdL qualora l'UDC avesse votato Napolitano. Follini e Tabacci l'hanno votato ugualmente: onore a loro, non a chi è stato costretto a far prevalere mere ragioni di coalizione, alla propria libera espressione delle proprie idee.
Altra cosa: Follini non è l'unico della CdL a votare no. C'è l'On. Tabacci (che ha votato NO anche in aula parlamentare, al momento dell'approvazione della riforma ma che nessuno dice) e, il che risulta abbastanza strano, ma comunque significativo, Alternativa Sociale, che denuncia il fatto che all'interno della CdL nessuno ha ascoltato la loro voce critica.

17 giugno, 2006 11:08  
Anonymous Anonimo ha scritto...

@ mberto
Leggere solo un blog di parte per farsi un'idea di chi votare è quantomeno fuoriluogo. Si legga le motivazione del comitato per il no (www.referenducostituzionale.org , soprattutto il documento scientifico firmato da centianaia di giuristi, professori universitari, e moltissimi presidente e vicepresidente della Consulta, tra cui l'illustrissimo Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista di fama internazionale) e le motivazioni del comitato per il si (www.sivotasi.it , ivi compreso il documento dei giuristi per il si in cui, seppur in maniera critica, si invita a votare si).
In quel caso potrà dire di essersi effettivamente chiarito le idee: la riduzione dei parlamentari, tanto per dirne una, era stata proposta nel 2003 dai parlamentari del centro-sinistra in misura anche maggiore rispetto a quella della riforma Costituzionale in oggetto e la CdL l'aveva bocciata: ricordo inoltro che tale diminuzione avrà effetto nel 2017!
Saluti

17 giugno, 2006 11:18  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Una domanda al blogger poi: perchè nel decalogo che lei ha pubblicato in prima pagina, non è presente il benchèminimo accenno ai poteri del Premier e quelli del Presidente della Repubblica? Questa riforma, indipendentemente dalle opinioni personali in merito, è oggettivamente una riforma in cui si cerca di trovare una conciliazione tra diverse istanze presenti nella CdL: quella del premierato forte è un'istanza di AN e FI, ed è parte significativissima della riforma. Non farne neanche un minimo accenno nel decalogo per il si significa forse non condividerla (da parte della Lega, perchè il decalogo è tratto dal loro sito, ma forse anche da parte del blogger)?

17 giugno, 2006 11:22  
Blogger il miscredente ha scritto...

A TUTTI COLORO CHE HANNO INSERITO COMMENTI NELL'ULTIMA SETTIMANA

Mi scuso con tutti voi se i vostri commenti non sono stati pubblicati prima di oggi.
Purtroppo, per ragioni di lavoro, fino ad oggi non mi sono curato del blog.
Devo ancora leggere meglio la maggior parte dei vostri commenti (specie quelli più lunghi) e, se nei prossimi giorni riuscirò a ritagliarmi un po' più di tempo, cercherò di rispondere.

Nel frattempo, se qualcuno vuol dare altri contributi, sia a favore del "NO" sia a favore del "SI'", vi prego di scusarmi se non saranno immediatamente pubblicati.

Nota - Si prega vivamente di firmare in qualche modo i commenti. Quelli anonimi, d'ora in poi, saranno censurati.

Grazie a tutti.

17 giugno, 2006 12:24  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Visto il grande numero di post con identità anomina, gradisco specificare quali siano i miei post; in tal modo qualora qualcuno volesse approfondire il discorso sul merito delle mie considerazioni potrà farlo senza fraintendimenti di sorta. Qualora la discussione si faccia interessante e noterò disposizione generale a discutere civilmente senza offese e al di fuori di logiche partitiche (per favore lasciamo stare le logiche partitiche, ci roviniamo soltanto: qui si parla di Costituzione: la nostra fu firmata da Umberto Terracini e Alcide De Gasperi, che se dovevano stare a badare a logiche partitiche quando firmarono la Carta allora probabilmente di ventenni fascisti ne avremmo visti altri 60 in Italia), provvederò a registrarmi.
Scrivo ora la frase iniziale dei miei post (sotto l'identità anomino):

"Estratto di un documento sottoscritto da giuristi per il si"

"Altra cosa particolarmente importante (nell'attesa che venga pubblicato il post di ieri sul giudizio dei giuristi per il si)"

"@ mberto"

"Una domanda al blogger poi:"

Saluti

17 giugno, 2006 12:17  
Anonymous Tommaso Rossi ha scritto...

Ma scusa! Come fai a dire che bisognerebbe nei fondamenti della costituzione parlare anche di libertà e non solo di lavoro quando un partito a te vicino ha fatto passare una legge per cui gli immigrati che non lavorano non hanno alcun valore?!?

AAh.. forse ho capito...

19 giugno, 2006 14:34  
Blogger il miscredente ha scritto...

Benissimo Tommaso,
dopo aver detto una sciocchezza simile ("[...] un partito a te vicino ha fatto passare una legge per cui gli immigrati che non lavorano non hanno alcun valore"), se veramente pensi di aver "capito", vorrà dire che non ti serve una mia risposta.
Contento tu...

19 giugno, 2006 23:03  
Blogger il miscredente ha scritto...

Replico al commento di Carolina Figini sperando di dare sufficienti risposte anche agli altri che qui hanno contestato la riforma che si andrà a votare.

1. Il vincolo di mandato non è stato "spesso" ignorato, ma spessissimo. Ed è anche per questo che abbiamo avuto presidenti della Repubblica smaccatamente "di parte" come Scalfaro (non per niente "fondamentalista costituzionale" e, secondo me, profondamente immorale) che, grazie a questa vecchia Costituzione, ha tradito il popolo italiano permettendo quello schifosissimo e vergognoso ribaltone del 1994.
E' perciò ovvio che sia solo la maggioranza di governo a votare la "sfiducia costruttiva" perché il governo in carica, essendo stato votato dalla maggioranza dei cittadini, può essere delegittimato solo dai suoi stessi componenti. E' infatti ancor più ovvio che l'opposizione, se coinvolta in questa decisione, voterebbe la sfiducia praticamente all'unanimità (solo un ingenuo potrebbe pensare il contrario) rimandando subito il Paese alle urne.
Perciò quando dici che i deputati "non godono degli stessi diritti", in questo preciso caso affermi una cosa assolutamente fuori luogo.
Diversamente, tu come impediresti che si verifichino altri ribaltamenti della maggioranza votata dai cittadini italiani?

A tal proposito riporto anche un commento del costituzionalista Calderisi.
«Il potere del Primo ministro di proporre al Capo dello Stato lo scioglimento anticipato della Camera è ampiamente bilanciato dal potere attribuito dalla stessa Camera di impedire lo scioglimento mediante l'approvazione di una mozione, sottoscritta da deputati appartenenti alla stessa maggioranza espressa dalle elezioni, nella quale si dichiari di voler continuare nell'attuazione del programma e si indichi il nome di un nuovo Primo ministro. L'accusa di realizzare una "deriva plebiscitaria" è dunque del tutto infondata. Al premier vengono attribuiti poteri equivalenti o addirittura inferiori a quelli attribuiti al capo dell'esecutivo dalle più consolidate democrazie parlamentari. Il rischio che incombe sulla riforma è semmai quello contrario, cioè di un Governo debole e di un premier che può subire i veti di componenti minoritarie della propria maggioranza a causa dell'eccessiva rigidità della cosiddetta norma antiribaltone (letteralmente copiata dal documento Bassanini-Amato)».

[A proposito di Calderisi, chi è curioso di scoprire alcuni interessantissimi retroscena sulla riforma in questione, può leggere un suo articolo apparso oggi su "Il Giornale" e intitolato "Prodi, ribaltoni e bugie"].

2. Anzitutto leggendo l'art. 92, secondo comma, della nuova versione: «La candidatura alla carica di Primo ministro avviene mediante collegamento con i candidati ovvero con una o più liste di candidati all’elezione della Camera dei deputati, secondo modalità stabilite dalla legge. La legge disciplina l’elezione dei deputati in modo da favorire la formazione di una maggioranza, collegata al candidato alla carica di Primo ministro».
Ciò significa, in pratica, che alle elezioni i cittadini sapranno con certezza chi sarà il Primo Ministro in caso di vittoria del loro schieramento, garanzia che la vecchia Costituzione non dava (anche se, in pratica, il presidente del Consiglio veniva spesso nominato dal capo dello Stato su indicazione della maggioranza scaturita dal voto).
Inoltre leggendo l'art. 95, secondo comma della nuova versione (molto simile a ciò che è scritto su quella in vigore): «Il Primo ministro determina la politica generale del Governo e ne è responsabile. Garantisce l’unità di indirizzo politico e amministrativo, dirigendo, promuovendo e coordinando l’attività dei ministri.».
Perciò, in pratica, il Primo Ministro è garante e responsabile anche del programma di Governo e della sua attuazione.
Ma tutto ciò significa anche e soprattutto che il voto dei cittadini è, in pratica, una scelta su chi sarà il Primo Ministro e sul programma di Governo da attuare.
Inoltre, Carolina, secondo me tu vedi una "complicazione" dove invece c'è l'esatto contrario.
Ti sei limitata infatti all'apparenza ma, se provi a guardare la sostanza, le competenze vengono suddivise e ciò significa che viene meglio distribuito il "lavoro" della "macchina statale".
Questo porterà la maggior parte degli iter a viaggiare "paralleli" e non "in serie" (come avviene oggi) accorciando di molto i tempi delle "scelte".

3. Questa è propaganda. E' vero, l'articolo è un po' complesso, ma non è attaccandoti a questo che puoi riuscire a dimostrare concretamente questa tua idea.

4. Ti prego: non parlarmi di VALORI FONDANTI! Secondo il mio modesto parere, semmai, si può solo parlare di UN SOLO VALORE FONDANTE, che è il LAVORO (art. 1)!
Per il resto - e questo se lo dovrebbero mettere in testa anche tutti i "fondamentalisti costituzionali" - la nostra costituzione RICONOSCE e garantisce i diritti e le libertà. MA NON E' ESPRESSAMENTE FONDATA SU QUESTI!
Una persona, a commento di un mio post, mi ha scritto che è tramite il lavoro che si raggiunge la libertà. Ma secondo me non c'è niente di più sbagliato!
E' la Libertà (la maiuscola è voluta) che permette al lavoro di "nobilitare l'uomo". E, per dimostrare questo, bastano pochi esempi.
I cinesi hanno il lavoro, ma sono trattati come schiavi e non sanno cosa voglia dire Libertà.
Anche in Russia, in cui fu applicata la filosofia comunista, si fece del lavoro una bandiera mentre con la Libertà (quella vera e non quella intesa dal comunismo) ci si pulirono i piedi (per non dir peggio). E si sa (è storia recente) come andò a finire.
Infine non dimentichiamoci MAI che anche ad Auschwitz, sopra al cancello d'ingresso del lager nazista, c'era (e c'è ancora) scritto "Arbeit macht frei", ovvero "il lavoro rende liberi": un'oscena e macabra presa per i fondelli.
Ma, a quanto pare, in tanti (troppi) hanno dimenticato tutto ciò.

Per il resto, quando si afferma che il potere sarà in mano ad una sola persona penso si stia facendo un mero atto di "terrorismo mediatico" e disinformazione degni - questi sì - di un regime di cui, in questo modo, ti stai rendendo inconsapevolmente complice.
Un regime che, a differenza di quello che scrive Tommaso Rossi ("i libri di testo a sinistra, le tv a destra"), ha "okkupato" tutti i gangli vitali del Paese oltre che dell'informazione.

5. E' falso affermare in questo modo che "il Parlamento soccomba davanti ai voti di fiducia al Governo". E te l'ho spiegato rispondendo al punto 2 e, poco più avanti, al punto 7.

6. Questo discorso non è assolutamente esatto e anzi, come afferma anche Calderisi, è una menzogna propagandata dal centrosinistra.
La riforma fa in modo che le regioni siano autonome specialmente in relazione a COME raggiungere certi "obiettivi". "Obiettivi" definiti dallo Stato come definito all'art. 117, secondo comma della nuova versione.
E il Governo interviene solo quando queste cose non vengono rispettate, come, ad esempio, quando una regione non riesce a garantire i livelli di assistenza sanitaria stabilita tramite la legge dello Stato.
Tutto ciò a me pare possa solo portare maggiori garanzie anche a regioni, specie del sud, dove, nella sanità e non solo, ora regna il caos.
Giustamente critichi la precedente riforma approvata dal centrosinistra - e non ancora entrata in vigore. Ma non dici espressamente che - quella sì - costituisce una potenziale minaccia all'unità d'Italia molto più di quanto possa apparire (solo a chi la interpreta superficialmente) quest'ultima revisione, che invece tende a mantenere unito il Paese.
Secondo me, perciò, anche qui fai solo disinformazione.

7. Carolina, non ti offendere se credo tu sia un po' ingenua nell'affermare certe cose. Forse non ti rendi conto di quanto l'Italia sia un Paese profondamente diviso. E non mi si venga a raccontare che è colpa di Berlusconi perché questa situazione è questione molto antica. L'Italia è sempre stata divisa: ci si ricorda, ad esempio, del tempo dei "Comuni"?
In Italia è praticamente impossibile contare lotte e guerre fratricide. E lo scontro è ancora in atto oggi. Asprissimo e ancora un po' troppo sanguinario (leggi terrorismo "nero" e, soprattutto, "rosso").
Personalmente sono convinto che la Costituzione del 1947 si riuscì ad approvarla solo perché gli italiani erano sfiniti dopo una guerra mondiale e, soprattutto, civile (perché anche di questo si trattò). E, si sa, le difficoltà, se non uniscono, perlomeno avvicinano. Diversamente, e come dimostra anche il clima attuale, non ci si sarebbe riusciti. Perciò, in questa realtà, come potrai mai mettere d'accordo le parti in causa?
Tu prima parli di "approvazione (...) più ampia possibile" e poi parli di "contributo e (...) consenso di tutte le componenti di una collettività".
Ma se prima di prendere una decisione vorrai per forza il consenso di tutti o di un'ampissima maggioranza (facciamo il 90%?) in questa Italia non arriverai a decidere mai nulla e sarebbe anarchia o guerra civile.
In ogni caso, quando tu parli di "approvazione (...) più ampia possibile", QUANTO - secondo te - dovrebbe essere ragionevolmente ampia?


8. Su questo credo di averti risposto in gran parte al punto precedente.
Hai detto di esserti documentata per evitare un voto "viscerale", ma permettimi di dirti che secondo me non è così.
Resto infatti profondamente convinto che nel tuo giudizio abbia pesato l'ideologia e soprattutto l'utopia di credere che OGGI in Italia sia possibile un "ampio consenso" (ribadisco la domanda: quanto ampio dovrebbe essere, secondo te?).
Anch'io spero in un Paese che sappia raccogliere il più ampio consenso su argomenti così delicati. Ma la Costituzione NON E' LA BIBBIA!
L'ex presidente della Repubblica, Ciampi (un presidente - checché se ne dica - fondamentalmente di parte, anche se meno rispetto a Scalfaro), la considera tale e secondo me sbaglia di grosso.
La Costituzione è stata ideata da persone e perciò non potrà mai essere perfetta. Chi crede il contrario, e la "santifica", o è ingenuo o è in malafede.
Personalmente, come ho già scritto rispondendo al punto 4, sono molto critico verso la nostra vecchia Costituzione e la contesto soprattutto a causa del suo primo articolo che, già in un mio post precedente, non mi ha fatto esitare nel definirla un tantino "comunista".
Concludo questo mio lungo intervento, riportando un brano tratto dall'articolo di Gilberto Oneto (Lega Nord) apparso su Libero di sabato 17 giugno e intitolato "Sei motivi per turarsi il naso e dire sì a questo pastrocchio" (che, come si può intuire, rivela una sua forte critica alla riforma): «[...] Se vince il no è la fine di ogni processo riformatore, alla faccia di chi ha cominciato a dire che dopo si tratterà. Balle: non si parlerà più di riforme per almeno una generazione. E non c'è neppure da sperare che entri finalmente in vigore la riforma del 2001: con la scusa della conflittualità fra Stato e Regioni e, facendosi scudo della volontà conservatrice della vittoria del no, ne elimineranno tutte le parti migliori. Se invece vince il sì, ci potrà essere lo slancio per fare un altro passo in avanti, si spera meno tremolante di questo [...]».

19 giugno, 2006 23:52  
Blogger il miscredente ha scritto...

[...] definire Follini traditore ma pare cosa disonesta [...]

Caro anonimo,
il lungo ed ipocrita gioco allo sfascio di Follini e soci è purtroppo sotto gli occhi di tutti (e di questo incolpo anche Casini).
Perciò, darmi del "disonesto" su Follini mi pare un'affermazione che solo una persona cieca e sorda, o (non ti offendere) in malafede, possa fare.
Un saluto.

P.S. - Anche il tuo commento per precisare quali siano i tuoi interventi manca di un qualsiasi nome o soprannome che ti possa far distinguere.
Come ho già scritto, la prossima volta vedi almeno di sceglierti uno pseudonimo qualsiasi o, meglio ancora, registrati: l'iscrizione su www.blogger.com è gratuita.
Grazie.

20 giugno, 2006 11:33  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Cari amici, siccome avete pubblicato il “decalogo” del Calderoli, vi pregherei di pubblicare anche il “controdecalogo” di Leopoldo Elia, che gli risponde e spiega le ragioni per cui il 25-26 giugno io, come tanti altri italiani, di destra, di sinistra e di centro, voteremo un convinto NO.
Il controdecalogo si trova a quest’indirizzo:

http://www.referendumcostituzionale.org

Grazie.

Tommaso (tfborri@vivariumnovum.it)

21 giugno, 2006 04:02  
Anonymous Anonimo ha scritto...

Nella fattispecie del referendum definire Follini "traditore del voto" non è un atto di onestà a mio avviso; l'On. Tabacci votò nò anche in Parlamento, è un traditore anche lui? Che poi lei giudichi Follini un traditore per altri aspetti ("lungo ed ipocrita gioco dello sfascio" come lo definisce) sono cose che non mi riguardano affatto. Sostengo che un politico non può essere definito traditore perchè vota in modo contrario alla propria coalizione su un tema importante come questo: se così fosse traditore lo è Fini (votò 3 si al referendum sulla procreazione assistita), e Formigoni (si, proprio lui) che voto in modo contrario alla CdL al referendum costituzionale sulla modifica del Titolo V della Costituzione (7 ottobre 2001).
Quindi, la malafede, se prorio la vuol vedere, mia non è.
Attendo le sue risposte agli altri quesiti da me posti: quello sul premierato forte, sul giudizio dei giuristi per il si (che danno una visione critica della riforma stessa, in contrasto anche con alcuni affermazioni di questo stesso decalogo propagandistico).
Marco

20 giugno, 2006 15:00  
Blogger il miscredente ha scritto...

Caro Marco (Follini? - comunque finalmente un nome a cui riferirsi!),
scusami se ti do del tu mentre tu mi parli in terza persona. Però, se non ti dispiace, continuerei così senza che per questo il mio rispetto nei tuoi confronti diminuisca.
Relativamente al brano che hai riportato e che iniziava con la frase "[...] Non ci nascondiamo il fatto che la riforma meriti di essere successivamente integrata [...]" vedo con piacere che l'hai recuperato dal sito della Fondazione Magna Carta.
Da profano mi rimetto alle osservazioni di questi giuristi ma è doveroso precisare che, essendo questi dei "tecnici" in materia, è normale e giusto che evidenzino anche le più remote possibilità: non per niente, riguardo al "procedimento legislativo", parlano di "rischio".
Del resto è anche doveroso sottolineare come in questo appello, subito dopo le osservazioni critiche, dichiarino che "[...] Queste incongruenze e difetti riguardano però, in particolare, quelle parti della riforma che entrerebbero in vigore solo in un secondo momento: nel 2011 o nel 2016. E’ questa un’opportunità che consente di conciliare l’esigenza di emendare con urgenza il Titolo V con quella di apportare correzioni, da effettuarsi con metodo auspicabilmente bipartisan, alle parti della riforma che necessitano ancora di riconsiderazione. [...]".
Il grassetto che vedi l'ho aggiunto io per evidenziare una questione, non da poco, che è quella relativa al pasticcio votato con soli 4 voti di scarto (alla faccia dell'ampio consenso che OGGI questi ipocriti prodiani invocano) dal precedente governo di centrosinistra e che - questo sì - potrebbe portare alla spaccatura del Paese.
Considerando quindi il tempo che passerà prima dell'entrata in vigore di questa riforma, che dà la possibilità di perfezionarla, e vista l'urgenza citata nell'appello, NON esistono motivi validi per votare "no".
La ricerca di "larghi consensi", considerata la divisione italiana e la conseguente forte conflittualità di cui ho parlato alcuni commenti sopra, porterebbe a dover attendere tempi insostenibili per trovare "unità d'intenti", condannando l'Italia ad un immobilismo suicida. Quindi questa ricerca è ancora una pura utopia.

Riguardo al premierato forte spero ti possano bastare i ragionamenti da me espressi nella lunga risposta data a Carolina Figini, alcuni commenti più sopra.

Riguardo a Follini "traditore", preciso che questo è ciò che penso del personaggio, non tanto a causa del suo NO alla riforma costituzionale ma piuttosto per tutta una serie di suoi comportamenti tenuti durante e dopo il governo Berlusconi.
Con lui anche altri della CdL meriterebbero a pieno titolo questo appellativo, ma Follini è quello che si è messo più "in vista", che ha voluto fare la "prima donna" (tra l'altro pure bisbetica), mettendo in piedi una sorta di "guerra mediatica" con Berlusconi, e che con i suoi capricci ha messo in serie difficoltà il precedente Governo chiedendo un "segnale di discontinuità" (e ribadisco che di tutto ciò ha grandi colpe anche Casini).
Un comportamento del genere, per un osservatore dotato di un minimo di buon senso, può significare solo non condividere la maggior parte del programma e delle idee che tengono insieme la CdL.
Perciò sarebbe onesto da parte sua se si dimettesse dall'UDC ma, e soprattutto, non dovrebbe passare ad altri lidi, per non tradire gli elettori che hanno votato UDC. E, se veramente volesse cambiare "collocazione" (nonostante nessuna legge possa impedirgli questo "salto di fosso"), dovrebbe - per onestà - avere il coraggio di dimettersi anche da deputato, perché non rappresenterebbe più chi gli ha permesso di esserlo: soprattutto oggi che, con la nuova ma sfigatissima legge elettorale, i cittadini non possono votare direttamente i singoli candidati (vedi anche questo post di Orizzonte Liberale).
Già per questo, scrivere che "definire Follini "traditore del voto" non è un atto di onestà" lo trovo perlomeno imbarazzante e azzardato.
Potrei continuare ancora a recriminare sul comportamento di questo personaggio, ma qui l'argomento principe è la Riforma Costituzionale. Perciò ti lascio una serie di link ad alcuni post di altri che la pensano come me.

* Novembre 2005 - Semplicemente Liberale - E Follini gettò la maschera
* Novembre 2005 - Il centrismo truffaldino di Follini - di Arturo Diaconale
* Novembre 2005 - RIGHT YOUNG SPACE - Follini mi fa schifo
* Ottobre 2005 - Sorvegliato Speciale riporta l'Andrea's version del 21.10.2005
* Luglio 2005 - C'è Walter - Marco Follini, ovvero l'arroganza di sentirsi rilevante
* Luglio 2005 - BlacKnights - Follini l'Iscariota

Ciao.

22 giugno, 2006 00:51  
Blogger il miscredente ha scritto...

All'anonimo che scriveva questa frase sibillina... "[...] se non sei ispirato da spirito democratico, non renderli visibili , come faresti con Bender [...]", riferendosi ai commenti su questo blog.

Quando ho scritto sul fatto che il mio blog è moderato, se hai ben letto, era solo per scusarmi del fatto che i commenti inseriti possono tardare a divenire visibili.

Tu e Bender potete perciò commentare quando volete senza temere censure da parte mia.

Però, le condizioni perché possano essere pubblicati sono, per chi non avesse un account su www.blogger.com, di "firmare" in qualche modo i propri scritti (come ho accennato alcuni commenti sopra questo) e di non inserire volgarità o scemenze infantili come quella di un vile anonimo che augurava la morte a qualcosa o qualcuno.

Ciao.

22 giugno, 2006 01:17  
Blogger il miscredente ha scritto...

Cara Linda,
visto che hai inviato un commento "chilometrico", frutto di un copia/incolla, che non fa altro che ribadire in gran parte cose già scritte a seguito di questo mio post, spero non ti dispiaccia se, per non riempire inutilmente questo spazio, mi sono permesso di non pubblicarlo. Per correttezza, e per chi se lo volesse leggere, la fonte originale è la seguente:
http://www.jacopofo.com/?q=node/1696
(Fo: un nome, una "garanzia"...).

Però tengo a fare una puntualizzazione su quel pezzo copiato e incollato.
Nella conclusione appaiono queste parole: "[...] Rimane pero' la sensazione che [...] la nostra Costituzione ormai sessantenne dia quasi fastidio, sia fonte di imbarazzo: un po' come quei vecchi partigiani che non mancano mai di raccontare le loro storie di montagna clandestina... Invece noi, senza volerne fare un mito intangibile, adoriamo anche quelle meravigliose piccole rughe che ancora raccontano la nostra Storia.[...]".
Tu (che mi hai dato gratuitamente del ridicolo in un commento a questo altro mio post) e soprattutto quel miserabile che ha scritto questa frase (e che per questo dovrebbe semplicemente vergognarsi) - che tira in ballo anche i "vecchi partigiani" definendoli inequivocabilmente una "fonte di imbarazzo" - leggetevi un po' quello che scrive uno di quei "vecchi partigiani" (il Partigiano William, mio padre, ex comunista e orgoglioso di non esserlo più da tempo) ed in special modo i post "La Resistenza e gli ipocriti" e "Il mio 25 aprile (per non dimenticare)".
Forse queste letture potrebbero gettare un po' di luce nel "buio della ragione" che vi circonda e, magari, farvi smettere di fare il copia/incolla di idee anche nella vostra mente.

Per finire, consiglio a tutti la lettura di questo post di Pibond in cui lo stesso racconta alcuni particolari molto interessanti che circondano le operazioni di stesura della Costituzione firmata nel 1947 e che danno l'idea di quanto la nostra Carta sia stata "minata" nei suoi valori fondanti (a dir la verità di valori fondanti ce n'è SOLTANTO UNO, come scrivevo alcuni commenti sopra) fin dalle origini, caratterizzandola pesantemente in senso ideologico.

22 giugno, 2006 14:40  
Anonymous Marco ha scritto...

Su Follini, probabilmente, continuiamo a non intenderci: lei ha postato una serie di link relativi a quelle che per lei sono tradimenti continui e reiterati. A me questo non interessa, perchè non è il nodo della questione che ho voluto proporre: il nodo è che a mio avviso non è corretto nè giusto definire un personaggio politico traditore nella fattispecie di un voto così importante. Formigoni non viene giudicato da voi traditore, nè tantomeno Fini, ma entrambi in questioni importanti hanno fatto prevalere la propria libera coscienza rispetto al "centralismo democratico" della coalizione, da sempre considerato limitazione di libertà propria e tipica dei paesi dispotici rossi.
Comunque, veniamo a noi (il discorso su Follini a mio avviso lo possiamo anche troncare, lei ha espresso la sua opinione, io la mia, ai posteri l'ardua sentenza):
1) La stragrande maggioranza dei costituzionalismi (nomi illustri di prestigio e fama internazionale come Gustavo Zagrebelsky, Leopoldo Elia etc. etc.), e dei professori universitari di materie giuridiche sono contrari a questa legge (http://www.referendumcostituzionale.org/public/manifesto_20_06_2006_3col.pdf). Un numero minore di giuristi è per votare si, ma la critica (Leggasi documento Magna Carta) in modo evidente proprio alle stesse fondamenta della legge (sul documento magna carta si legge una critica al "faragginoso sistema legislativo che può provocare conflitti di competenze", alla "forma di governo, ove alcune rigidità finiscono per attribuire poteri di veto e di ricatto a componenti minoritarie della maggioranza", alla "composizione e il ruolo del Senato, non pienamente rappresentativo delle Regioni e dotato di poteri decisionali che pregiudicherebbero la funzione di indirizzo del Governo", allo "statuto dell’opposizione solo abbozzato e che va rafforzato".
Ora, con tutto il rispetto per chi ha scritto questa legge, a mio avviso è ben più importante il parere di chi queste cose le capisce un pochettino meglio, perchè è il loro lavoro e perchè ci hanno studiato (il caso della riforma elettorale redatta dall'On. Calderoli, difesa a spada tratta prima delle elezioni da tutto il centrodestra, mi pare sufficiente come esempio di "porcata" leghista). Sul sito dei Costituzionalisti Italiani per ora non ho trovato commenti favorevoli alla riforma.
Ora, potete anche venirmi a dire che i Costituzionalisti sono ammanicati con i comunisti ("coccodrilli rossi" mi sembra di averli sentiti definire), ma credo che nessuno che sia in buona fede possa credere realmente ad una simile affermazione.
2) Il Primo Ministro: senza rischiare di dilungarmi circa lo strapotere del Primo Ministro (ieri sera l' On. Nannia a Primo Piano si è dichiarato favorevole al semipresidenzialismo alla francese, in accordo con Sartori, non quindi a quanto previsto dalla riforma) invito a leggere il commento di Pietro Ciarlo, Professore Ordinario di Diritto Costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza all'università degli studi di Cagliari) sul sito dei Costituzionalisti italiani.
http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/anticipazioni/controriforma_no/index.html
Si legga in particolar modo il punto 3 circa i poteri del Primo Ministro.
3) Si dice che la riforma potrà essere successivamente modificata ma solo dopo la vittoria del sì. Questo è a mio avviso estremamente difficile, per due motivi. Primo: non si può modificare una riforma che è passata sotto approvazione popolare. Il centrodestra lo ha fatto nel 2001, ma far votare qualcosa al popolo sovrano e poi dirgli "guarda, abbiamo scherzato, adesso cambiamo parecchio" è qualcosa che difficilmente può coniugarsi con i principi della logica. Due: facciamo finta di voler trascurare l'aspetto precedente. Quale è il potere "contrattuale" dell'attuale maggioranza in una successiva discussione sulla riforma, dopo la vittoria del si? La riforma è passata in parlamento, e il popolo ha detto si alla riforma. La maggioranza in senato, e questo è ovvio a tutti, non ha i numeri. Il centrodestra potrebbe rifiutare qualunque proposta di modifica proveniente dal centro-sinistra senza che quest'ultimo possa in alcun modo far prevalere le proprie istanze. Mi sembra evidente che se vince il si la riforma resterà così, almeno fintanto che il centrodestra vorrà lasciarla così.
Un'ultima domanda al miscredente: mi sembra di aver capito che lei, contrariamente a quanto affermato e sostenuto innumerevoli volte dai membri della CdL, vorrebbe anche modificare la prima parte della Costituzione, quella sui valori fondanti. Chiedo chiariamenti, onde evitare fraintendimenti di sorta.
Marco

23 giugno, 2006 11:53  
Anonymous Marco ha scritto...

Altra spunto di riflessione per i commentisti che ho dimenticato: non vi pare curioso l'atteggiamento di Berlusconi che pochi anni fa ha invitato a non votare al referendum, sminuendo quindi il valore dello stesso, e oggi giudica indegno chi non andrà a votare (anzi, diciamo che si è corretto, prima indegno era solo chi votava no)?

23 giugno, 2006 11:55  
Anonymous Marco ha scritto...

Sempre relativamente al premierato forte e al no alla Costituzione, invito a leggere l'opinione sul mattino di "Francesco Paolo Casavola" (LINK 1: http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20060620&ediz=NAZIONALE&npag=1&file=KASA.xml&type=STANDARD LINK 2: http://ilmattino.caltanet.it/mattino/view.php?data=20060620&ediz=NAZIONALE&npag=10&file=GIRO.xml&type=STANDARD ).
"Francesco Paolo Casavola" è Presidente dell'Enciclopedia Treccani (link: http://www.treccani.it/istituto/pers_casavola.htm ).
Marco

23 giugno, 2006 14:30  
Anonymous Marco ha scritto...

Me ne scuso, ma nella lettura avevo saltato qualche riga che ritengo doveroso commentare. Lei dice:
"Riguardo a Follini "traditore", preciso che questo è ciò che penso del personaggio, non tanto a causa del suo NO alla riforma costituzionale ma piuttosto per tutta una serie di suoi comportamenti tenuti durante e dopo il governo Berlusconi."
Perfetto, era proprio quello che mi premeva chiarire.
Dunque (e la ricito) "Già per questo, scrivere che "definire Follini "traditore del voto" non è un atto di onestà" lo trovo perlomeno imbarazzante e azzardato", quella frase non era affatto azzardata proprio perchè riferita ad un contesto diverso da quello che lei intendeva e che ora ho compreso a pieno. Converrà con me però che scrivere "Follini traditore del voto" al di sopra di un decalogo per il si al referendum costituzionale è quantomeno criptico, e lascia poco spazio all'interpretazione più estesa ed ampia che lei ha voluto infondergli: per questo ritengo che la malafede da lei additata nei miei confronti sia perlomeno azzardata ed imbarazzante (citandolo per l'ennesima volta).
Saluti

23 giugno, 2006 16:49  
Anonymous Marco ha scritto...

Definirmi una persona "pro-Follini" in un altro blog è quantomeno semplificativo ed esprime in modo estremamente parziale e ridotto quanto finora argomentato dal sottoscritto.

23 giugno, 2006 20:39  
Blogger il miscredente ha scritto...

Caro Marco,
solo ora pubblico i tuoi post e ti rispondo perché sono rientrato da un fine settimana lungo passato in giro con la famiglia.

1) e 2) "[...] potete anche venirmi a dire che i Costituzionalisti sono ammanicati con i comunisti ("coccodrilli rossi" mi sembra di averli sentiti definire), ma credo che nessuno che sia in buona fede possa credere realmente ad una simile affermazione [...]".
Faccio una premessa che potrà farmi sembrare fazioso (ma questo non m'importa).
Con tutta tranquillità, ed in buona fede, mi sento di affermare che, anche se non tutta, comunque la maggior parte della classe intellettuale italiana è oggi apertamente schierata con il centrosinistra costituito da comunisti, post-comunisti (come i DS e molti Verdi) e catto-comunisti (tra cui molti ex DC). Insomma, i cosiddetti "coccodrilli rossi" (che, come vedi, non sono solo comunisti).
D'altra parte, giornali, televisioni, mondo dello spettacolo e della cultura, scuola, università e magistratura, ma anche buona parte del tessuto economico, costituiscono proprio quei "gangli" che, dal dopo-guerra ad oggi, sono stati oggetto di quel "condizionamento sistematico" (tutt'ora in corso) indicato da Gramsci come metodo per consolidare il potere del comunismo in Italia: metodo che uso definire "okkupazione gramsciana".
Perciò tu sei liberissimo di credere che sia "ben più importante il parere di chi queste cose le capisce un pochettino meglio, perchè è il loro lavoro e perchè ci hanno studiato", ma non puoi mettere in dubbio la buona fede di chi, sulla base di una realtà innegabile, non si fida ciecamente di loro. Il fatto che sul sito dei Costituzionalisti Italiani per ora tu non abbia "[...] trovato commenti favorevoli alla riforma" proprio non ti fa sorgere neanche un piccolo dubbio?

3) Quando scrivi che "[...] non si può modificare una riforma che è passata sotto approvazione popolare [...]" io concordo con te. Ma c'è un ma.
La riforma del centrosinistra approvata col referendum del 2001 non è ancora stata effettivamente modificata! Infatti lo sarebbe solo se questa proposta di riforma costituzionale trovasse (come spero con tutto il cuore) l'approvazione tramite questo referendum.
Per questo, scrivere che il "[...] centrodestra lo ha fatto nel 2001 [...]" è una cosa FALSA.
In ogni caso mi pare che tu dimentichi che ogni proposta di riforma alla Costituzione, per effetto del secondo comma dell'art. 138, in pratica verrebbe sempre sottoposta a referendum popolare. Perciò non puoi dire che ciò non possa "[...] coniugarsi con i principi della logica [...]" perché è una regola stabilita dalla Costituzione stessa.
Ed è per lo stesso motivo che, in caso di vittoria dei SI', sarà possibile proporre emendamenti laddove si riscontrino delle effettive incongruenze o "farraginosità".
Inoltre, proprio riguardo all'art. 138, la riforma costituzionale proposta prevede l'abrogazione del solo terzo comma che recita: Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. Perciò la cancellazione di questa frase fa sì che in pratica siano sempre i cittadini ad avere l'ultima parola in merito. Ti pare poco, in questo Paese dove la partitocrazia continua a spadroneggiare da 60 anni?

Per il resto, a proposito delle tue ipotesi sul "se vince il sì", se consideri la grande conflittualità tipica italiana (di cui ho già scritto nella risposta a Carolina Figini, alcuni commenti sopra) in combinazione con gli effetti dell'"okkupazione gramsciana", a mio parere è vero l'esatto contrario. E, se vincerà il no, sarà difficilissimo trovare ulteriori occasioni per riformare la nostra vecchia Costituzione perché il centrosinistra dispone di un potere enorme che trova spesso l'appoggio (per convenienza) dei "poteri forti" (leggasi, solo a titolo d'esempio, i potentati che stanno dietro a testate giornalistiche come "Il Sole 24 Ore" e, soprattutto, "Il Corriere della Sera" - non trovi strano che questo centrosinistra, dove oggi spadroneggiano comunisti "duri e puri", venga appoggiato, ad esempio, dalla maggior parte dei grandi industriali?).

Riguardo alla tua domanda sul mio "sogno" di veder modificata la prima parte della Costituzione, hai capito bene. E su questo aspetto penso di essere stato abbastanza chiaro (ti basta leggere le motivazioni sempre nella risposta a Carolina Figini e nella parte finale di questo mio altro post).

""Francesco Paolo Casavola" è Presidente dell'Enciclopedia Treccani"
Wow! Quale "autorevole" personaggio sei andato a pescare!
A me risulta che Francesco Paolo Casavola appartenga alla sinistra intellettuale "radicalchic". Essendo perciò un personaggio sfacciatamente di parte, mi permetto di dubitare fortemente che il suo possa essere un giudizio veramente sereno ed imparziale.
Inoltre, il suo ruolo alla Treccani, alla luce del "condizionamento sistematico di tutti i gangli della cultura e dell'informazione" indicato da Gramsci e messo in pratica dalla liberazione ai giorni nostri, è ciò che mi preoccupa ancora di più.

A proposito di Follini, ok: alla luce della tua precisazione ammetto di aver azzardato nell'averti additato come cieco/sordo o in malafede, e perciò mi scuso con te di questo. Ma non mi sento affatto in imbarazzo perché questa incomprensione è nata anche dalla tua accusa di disonestà nei miei confronti. In altre parole, siamo pari. :-)
Marco Follini, concorderai con me, è sicuramente una persona molto intelligente. Proprio per questo tutti i "casini" che ha messo in piedi sanno fortemente di spudorato tradimento dell'elettorato (diversamente dovrei ricredermi sulla sua intelligenza). Ed è per questo che il suo giudizio sul referendum non potrà mai essere considerato "affidabile" da chi la pensa come me.
Infine vorrei solo precisare che non ho mai scritto, sopra al decalogo, "Follini traditore del voto" ma bensì ho invitato a "[...] non prestare ascolto ai vari "Follini" (traditori del voto) [...]" (notare anche il cognome "tra virgolette") per i motivi che ti ho già spiegato e rispiegato. E con questo, ribadisco, non includo quindi il solo personaggio ma anche altri che hanno tenuto un comportamento analogo e che, guarda il caso (ma secondo me non lo è), sono schierati per il no.

"Definirmi una persona "pro-Follini" in un altro blog è quantomeno semplificativo ed esprime in modo estremamente parziale e ridotto quanto finora argomentato dal sottoscritto".
Scusa Marco ma non capisco questo tuo commento. Potresti essere più chiaro?

26 giugno, 2006 09:49  
Anonymous Marco ha scritto...

Considerazioni varie:

1) Alla sua premessa per la quale la maggioranza della classe intellettuale italiana è apertamente schierata con il centro-sinistra rispondo soltanto con una citazione.
"Guardi: io voglio che vinca (Berlusconi), faccio voti e faccio fioretti alla Madonna perché lui vinca, in modo che gli italiani vedano chi è questo signore. Berlusconi è una malattia che si cura soltanto con il vaccino, con una bella iniezione di Berlusconi a Palazzo Chigi, Berlusconi anche al Quirinale, Berlusconi dove vuole, Berlusconi al Vaticano. Soltanto dopo saremo immuni. L'immunità che si ottiene col vaccino".
Indro Montanelli
Anche lui era schieramento apertamente con il centro-sinistra succube del condizionamento sistematico di gramsciana memoria?
Il fatto poi che sul sito dei costituzionalisti nessuno sia a favore della riforma deve far venire dubbi a lei, non a me: i giuristi per il si sono poco più di 40, e tutti avanzano delle critiche significative (sul documento della fondazione Magna Carta ce ne sono di importantissime) alla rifoma. Il dubbio che questa riforma sia tutto fuorchè che benfatta dovrebbe venire a lei.
Concernemente all'occupazione gramsciana (mi scusi, ma le k quando scrivo in italiano e non ho limiti di spazio non riesco ad usarle) la invito soltanto a non sottovalutare le capacità di critica e giudizio della classe intellettuale. Potrebbe essere un grave errore, prima di tutto politico.

2) Non è affatto cosa falsa scrivere che il centro-destra ha modificato nel 2001 una legge passata sotto l'approvazione popolare, perchè lo ha fatto.
Devo soltanto dirle che due sere fa a Primo Piano, l'Onorevole Nannia (AN) rivendica ciò di fronte a Sartori: Sartori sosteneva che non era mai stato fatto prima d'ora (almeno subito dopo il referendum), Nannia invece argomentava dicendo
che Sartori stava dicendo una cosa non vera perchè la CdL ha modificato la riforma del titolo V della costituzione passata sotto approvazione popolare, sostenendo inoltre che sebbene la riforma stessa fosse giunta dopo 5 anni dal referendum, i dibattiti parlamentari sono iniziati subito dopo lo stesso.
Che poi, come è giusto che sia, la riforma deve passare sotto l'approvazione popolare poichè non approvata a 2/3 e cosa buona e giusta (e sono d'accordo sul referendum anche qualora la riforma passi ai 2/3), ma comunque il parlamento, anzi i parlamentari della CdL, l'hanno approvata, in contrasto con la volontà popolare manifesta nel referendum del 2001. E il popolo ieri e lunedi gli ha fatto capire quando ha gradito questa riforma.

3) Scusi, perchè anzichè etichettare Casavola come membro della sinistra intellettuale "radical-chic" e quindi sostenere che la sua parzialità sia minata da suddetta appartenenza, non si legge l'articolo e non prova a rispondere sul merito? Il giudizio potrà non essere sereno e imparziale, ma se lei è davvero convinto di questo e della bontà della legge in oggetto legga l'articolo, e lo confuti con le stesse argomentazioni di carattere giuridico-tecnico del Casavola.
Comunque se il Casavola non le va bene perchè parziale, le posso pubblicare i commenti di Zagrebelsky. Lui andrà bene?

3) Capitolo Follini. Sono contento di aver chiarito.
Per fornirle spunti di riflessione le vorrei far notare che mentre Tassone (ViceSegratario vicario UCD) sostiene: ""Noto senza oramai meraviglia nella parole di Berlusconi - sostiene - un giudizio implicitamente negativo sui democristiani della sua coalizione, che accomuna sempre di più la Lega al capo di Fi. Credo che sia importante adoperarsi per un chiarimento nella Cdl e sulla sua identità politica".", Follini ha affermato che non bisogna gettare la colpa addosso a Berlusconi.
Come vede, il paradosso democristiano per quanto riguarda la fedeltà alla CdL è evidente.

4) Lei ha postato un link dal sito di Orizzonti Liberali: su quel link, oltre all'articolo, ho trovato un suo commento in cui mi definiva una persona "pro-Follini". Le ho soltanto detto che alla luce di quanto argomentato in questa sede suddetta definizione mi appare quantomeno molto sintetica. E fuoriluogo.

Marco

27 giugno, 2006 15:32  
Blogger il miscredente ha scritto...

x Marco

1)
Perfetto, Marco! Montanelli è proprio l'esempio che mi mancava. Ti ringrazio per avermelo ricordato...
Anzitutto non vedo proprio come, citando solo Montanelli, tu possa confutare quello che sostengo sulla cosiddetta "okkupazione gramsciana".
E poi Montanelli! Proprio lui mi dovevi portare ad esempio? Montanelli, che al tempo del fascismo lodava le "imprese" del Duce e che poi, quando cambiò vento, passò all'altra sponda?
Visto perciò il precedente, e considerato quanto da lui affermato così gratuitamente sul Cavaliere, mi pare sia lecito dubitare e chiedersi: non sarà che, al tempo di quella dichiarazione su Berlusconi, questo "grande" giornalista aveva intravisto un altro "cambio di vento" (anche se non propriamente politico) da sfruttare?

"Concernemente all'occupazione gramsciana [...] la invito soltanto a non sottovalutare le capacità di critica e giudizio della classe intellettuale. Potrebbe essere un grave errore, prima di tutto politico."
Marco, anche tu dovresti ben sapere che certi intellettuali - proprio perché i più sono persone intelligenti - nel caso dell'"okkupazione gramsciana" non sarebbero affatto "succubi", come tu alludi, ma "complici" per una mera questione di opportunismo.
D'altra parte la classe intellettuale è pur sempre fatta di persone. E - ribadisco il concetto - le persone, si sa, troppo spesso tralasciano i princìpi preferendo agire secondo convenienza. Per cui "[...] le capacità di critica e giudizio [...]", di fronte a possibilità di facile carriera, potrebbero tranquillamente essere messe a tacere, sbattendosene della questione morale (tanto sbandierata dalla sinistra). Perciò il "grave errore" è semmai quello di considerare sempre e comunque affidabili queste persone solo perché appartenenti alla classe intellettuale.
Succubi sono invece i comuni cittadini che, purtroppo, nella maggior parte dei casi non hanno il tempo e i mezzi per informarsi meglio su questioni complesse e che, per questo, tendono a fidarsi (spesso ciecamente) di "esperti" che, purtroppo, non sono sempre in buona fede, specialmente quando c'è di mezzo la politica.

"Il dubbio che questa riforma sia tutto fuorchè che benfatta dovrebbe venire a lei."
Beato a chi vive di certezze e si fida ciecamente degli "intellettuali"... Niente preoccupazioni, nessuna fatica per ragionare e pensare con la propria mente... niente...


2)
"Non è affatto cosa falsa scrivere che il centro-destra ha modificato nel 2001 una legge passata sotto l'approvazione popolare, perchè lo ha fatto".
E invece sì, Marco. Perché mi vuoi far ripetere le cose?
Non mi interessa cosa dicono Nannia e Sartori.
Secondo me è FALSA questa tua affermazione perché il centrodestra ha semplicemente formulato e proposto delle modifiche alla Costituzione vigente secondo le regole (tanto care a Prodi, che le nomina ogni minuto). Modifiche che non sono mai entrate in vigore e non saranno applicate perché sottoposte ad un referendum popolare che, tra l'altro (con mio sommo dispiacere), ne ha decretato una sonora bocciatura. E tutto, SEMPRE, secondo le regole costituzionali.
Quindi il centrodestra, con questo suo operato, non ha cercato di "fottere" nessuno. E' chiaro ora? O vuoi continuare a negare l'evidenza?

3)
Su quanto scritto dal Casavola faccio solo alcune osservazioni che, secondo me, sono molto significative, anche se non sono "di carattere giuridico-tecnico" (vedi di accontentarti).

"[...] La forma repubblicana salvaguardata è quella scelta dall’Assemblea costituente, vale a dire la forma di Stato unitario, la Repubblica «una e indivisibile» dell’articolo 5, e la forma di democrazia parlamentare, come forma di governo. Passare dallo Stato unitario allo Stato federale, dal governo parlamentare al premierato che non ha contrappesi né nel presidente della Repubblica né nel Parlamento, non si può con revisione della Costituzione, perché la Costituzione lo vieta. [...]"
Pare che Casavola si sia dimenticato il significato del termine repubblica.
Inoltre lui stesso parla di Stato federale - e NON di Stati federati! - per cui non vedo proprio come l'art. 5 della nostra Costituzione possa vietare che il nostro possa divenire uno Stato federale, anzi. L'articolo 5 infatti recita: "La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento".
Non sono forse questi tutti concetti che consentirebbero l'organizzazione dello Stato in senso federale?
Quindi l'Italia resterebbe unica ed indivisibile.

"[...] Ma oltre che di vetustà la Costituzione è imputata di sovietismo, perché negli anni della Costituente la cultura politica egemone sarebbe stata quella comunista. Quanto la civiltà liberale e il cattolicesimo democratico abbiano contribuito alla formazione della Carta è del tutto dimenticato dai critici di oggi. [...]"
Il Casavola qui dimentica alcuni particolari della "Costituente" (anche i miei genitori mi hanno raccontato di un certo "clima" che si respirava in quei momenti). Particolari che confermano proprio come la "cultura politica egemone" (quindi col più alto potere "contrattuale") NON "sarebbe" ma ERA quella comunista. E l'art. 1 ("L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.[...]") è testimone di come gli "altri", liberali e cattolici democratici, non riuscirono a far valere a sufficienza le loro ragioni riuscendo a rendere la nostra Costituzione solo un po' meno "sovietica" di quello che sarebbe potuta divenire.
Sarei proprio curioso di sapere se Casavola abbia mai ragionato a fondo sul significato dell'art. 1.

"E la devolution, cioè competenza esclusiva delle Regioni a legiferare su organizzazione sanitaria, istruzione e polizia amministrativa, priverà il cittadino del principio di uguaglianza dinanzi a beni essenziali, disponibili solo da quell’unico sovrano che è la Nazione".
Questa è una colossale balla messa in giro dal centrosinistra e replicata "a pappagallo".
(Copio e incollo dalla risposta che ho dato a Carolina Figini)...
"La riforma fa in modo che le regioni siano autonome specialmente in relazione a COME raggiungere certi "obiettivi". "Obiettivi" definiti dallo Stato come definito all'art. 117, secondo comma della nuova versione.
E il Governo interviene solo quando queste cose non vengono rispettate, come, ad esempio, quando una regione non riesce a garantire i livelli di assistenza sanitaria stabilita tramite la legge dello Stato.
Tutto ciò a me pare possa solo portare maggiori garanzie anche a regioni, specie del sud, dove, nella sanità e non solo, ora regna il caos".


3) (che sarebbe 4))
Tutto quel che hai scritto è, secondo me, solo l'ennesima dimostrazione della tecnica "tira e molla" usata magistralmente dal Follini e, quindi, non gli restituisce alcun tipo di credibilità nei confronti di coloro che la pensano come il sottoscritto.

4) (che sarebbe 5))
Grazie per aver precisato. Quando ho postato l'ultima mia risposta proprio mi era passato di mente quel mio commento: mi capita infatti spesso, per correttezza nei confronti degli autori che cito, di segnalare loro l'uso di un testo che sia stato scritto di recente.
In ogni caso non intendo smentire quanto ho affermato. Considerando come lo hai difeso, definirti persona "pro-Follini" era sicuramente una sintesi ma - secondo me - assolutamente NON fuori luogo.

6)
Come ti ho scritto anche in risposta a questo altro post, spero avrai capito che qui (il Partigiano William ed io) non siamo "bravi ragazzi politicamente corretti" come te, perciò non riusciamo proprio a nascondere la nostra irritazione verso chi gioca con le parole e finge di non capire. Quindi, come dici tu in questo altro commento, ho alzato "i toni della discussione" solo per farti intendere che secondo me stai un po' esagerando.

28 giugno, 2006 15:41  
Anonymous Marco ha scritto...

Sta sostenendo tutto e il contrario di tutto; si attacca (veda altro post) a quelle che definisce gaffe ma a che alla semplice analisi sono tutto tranne che gaffe. Alza i toni perchè non è in grado di portare avanti la discussione (e questo, mea culpa, l'avrei dovuto capire prima di farla arrivare alla sua prevedibile esplosione... d'altronde il risultato elettorale che a lei non va proprio giù lo lasciava intendere).
Adesso dica quello che vuole: lascio a lei l'ultima parola (e con essa la figura che ne consegue), perchè sono certo che vorrà porre il suo ultimo sigillo di illustre valore politico ed umano sulla questione.
Per fortuna che c'è lei e la gente come lei in questo mondo in cui magistrati, giornalisti, classe intellettuale, popolo delle piazze, popolo della rete e chi più ne ha più ne metta è dominato da criminali rossi, post-dc e post-comunisti.
Mentre lei prepara la sua arringa finale e si appresta a denigrare ulteriormente chi non la pensa come lei con illazioni ed insulti, io mi vado a sgranocchiare l'enessimo bambino, come la storia politica da cui provengo insegna...
Marco

28 giugno, 2006 16:55  
Blogger il miscredente ha scritto...

"Sta sostenendo tutto e il contrario di tutto; si attacca (veda altro post) a quelle che definisce gaffe ma a che alla semplice analisi sono tutto tranne che gaffe. Alza i toni perchè non è in grado di portare avanti la discussione"

Marco, io sbaglierò, ma qui a me pare che sia tu a sostenere "tutto e il contrario di tutto".
Non dovrei forse evidenziare le gaffe (perché - secondo me - "alla semplice analisi" queste sono) commesse da una persona che si autodefinisce "pacata" ma che "pacatamente" mi ha letteralmente attaccato facendo pure un "processo alle intenzioni" (mi riferisco a questo tuo commento)?

"Mentre lei prepara la sua arringa finale e si appresta a denigrare ulteriormente chi non la pensa come lei con illazioni ed insulti, io mi vado a sgranocchiare l'enessimo bambino, come la storia politica da cui provengo insegna".

La mia "arringa"? Manco fossi avvocato.
"Denigrare" con "illazioni ed insulti"? Non ne ho proprio l'intenzione.

Qui, chi "non è in grado di portare avanti la discussione", sei proprio tu, caro Marco, e lo dimostri fuggendo dal confronto in questo modo patetico.
Il "sigillo" alla discussione mi pare infatti che lo abbia posto proprio tu con questo tuo commento.
Contento tu...

Un saluto.

28 giugno, 2006 18:05  
Anonymous Anonimo ha scritto...

ciao miscredente :) in riferimento a quanto hai scritto sul mio blog, la mia intenzione non era fare "un pò di contraddittorio", semplicemente perchè non mi sento abbastanza informata, quanto piuttosto di "ragionare a voce alta", tutto qui ;) grazie della visita cmq,
Sara (spaces.msn.com/fifolarules)
:D

19 luglio, 2006 15:02  

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