Con il Papa e con Oriana Fallaci
Il discorso di Benedetto XVI l'ho letto tutto e non ci ho trovato nulla di offensivo nei confronti dell'islam. Anzi, mi è parso un invito sincero al dialogo tra culture e religioni diverse, unito al rifiuto del concetto che una qualsiasi religione possa essere diffusa con la violenza.
Per tutta risposta abbiamo visto cosa è accaduto: è stato completamente (e, secondo me, volutamente) travisato questo discorso e l'islam radicale è arrivato a minacciare fisicamente il Papa. Addirittura il "direttorato generale per gli affari religiosi" di Ankara - una sorta di commissione religiosa che vigila sugli imam turchi - ha chiesto che il Papa sia arrestato in occasione del suo prossimo viaggio in Turchia perché, a parer loro, avrebbe violato le leggi turche su libertà di credo e pensiero, "insultando" l'Islam e il profeta Maometto!
Riporto alcuni stralci dell'articolo "Aveva ragione Oriana", scritto da Renato Farina e apparso su Libero dello scorso martedì, 19 settembre.
Il Papa sta pensando a due donne. Due donne sue e diversissime. Suor Leonella uccisa a Mogadiscio domenica. E Oriana Fallaci. A lui e a noi mancano tutt'e due. Entrambe sono una profezia. La violenza islamica ha per nemico il cristianesimo, la sua realtà di amore indifeso. [...]
Molte sono le minacce dirette a Benedetto XVI, raffigurato in un cartone animato di Al Jazeera con un fucile che abbatte le colombe della pace lanciate da Giovanni Paolo II, in singolare coincidenza con le tesi di Repubblica. [...] Mai la minaccia è stata piena e totale come ora. Al Qaeda è la superficie emergente di un mondo unanime nel pretendere dal Papa l'impossibile: e cioè il rinnegamento di sé stesso e delle sue convinzioni su che cosa siano la fede e la ragione, e su chi sia Dio. E l'Occidente guarda il Papa come a dirgli: ma sì, dagli retta, dì che hai avuto torto. Ma il Papa non può. Piuttosto si fa ammazzare. Fa bene. Tocca a noi difenderlo. E dovremmo farlo come agirebbe Oriana. Piuttosto morti che islamici. [...]
Ma cosa possiamo aspettarci da chi ha più volte dimostrato di mettere in pratica la cosiddetta taqiyya, un precetto sciita che prevede la "dissimulazione" (e basato sulle sure 3:28 e 16:106 del Corano), per apparire "moderato" all'Occidente mentre in "casa" propria continua a fomentare l'odio e ad istigare alla jihad?
Per tutto ciò, qui si sta con Papa Benedetto XVI e con Oriana Fallaci, senza se e senza ma.









4 Commenti:
Carissimo,
in questi giorni ho più volte visitato il tuo blog, aspettando qualche commento agli ultimi tre post e, osservando che nessuno fiata mi accingo a farlo io, per primo.
E, per primo, mi chiedo: chi sono io per affrontare questi temi giganteschi che proponi attraverso un giornalista dalla vista acuta colpito da un provvedimento del suo stesso Ordine, una persona che meritava di essere premiata con il massimo degli onori laici per il suo coraggio nell’esprimere verità di assoluta evidenza e lo stesso Papa?
Ecco, io sono una persona che non commenta questi temi; posso dire solo che leggo e rileggo una fonte di conoscenza che vivifica il triste panorama della nostra cultura. Non ho la pretesa di riscrivere la poesia del Vate Dante come fa Umberto Eco suscitando, dal profondo delle mie viscere e costretto a girare nei bassifondi di questo mondo, una sensazione di vomitevole schifo. Dai proventi della scoperta della TNT non poteva derivare qualcosa di meglio che un premio Nobel per la Letteratura (e per la Pace)?
Di Fisica non mi intendo, ma, al punto in cui stiamo, la proposta per un premio Nobel ad Antonino Zichichi la riterrei offensiva!
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Il massimo dell’eccellenza in tutto ciò che ci circonda è la mediocrità. Quando un fenomeno assume una dimensione tale da non essere convenientemente rappresentato, occorre cambiare scala. Mi hanno insegnato, a scuola che la scala dell’eccellenza va dal pessimo all’ottimo. Oggi bisogna usare un’altra scala: da pessimo al mediocre.
Perché solo i mediocri assurgono alle cariche più alte. Perché chi è capace deve simulare di non esserlo per assurgere ad una carica?
Appartengo alla categoria di persone che si sono sempre adeguate, e considerato che sto percorrendo la fase discendente della mia vita corporea, ho assistito ad un continuo restringimento di questa scala. Di questo dirò nel mio sito pibond.it.
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Il lungo inciso sulla mediocrità serve a chiarire: “Chi sono”.
“Chi sono” è il preambolo di “Chi siamo”.
Allora io sono uno che aspira all’eccellenza pur sapendo di non essere eccellente ma non mediocre.
Non basta: io non sono presuntuoso, ma ho l’ambizione di fare bene ciò che faccio e ciò che faccio deve essere sempre perfettibile.
Non basta: io uso le conoscenze che continuamente acquisisco e gli strumenti a mia disposizione solo per quel che servono.
Non basta: il credo di esser stato creato sino a quando non sarà scientificamente provato il contrario.
Non basta, ma ora concludo: il 31 gennaio 2007 compirò dieci anni di pensione forzata che considero come due lustri di sabbatico e come preludio ad essere partecipe a distruggere la mediocrità. A pochi mesi per raggiungere il primo febbraio prossimo ho finalmente trovato la mia Bandiera: la Lectio Magistralis di Ratisbona (12 settembre 2006).
Non faccio commenti: dico solo che è mia.
Ma anche tu, miscredente, non inizi a smettere di miscredere e a scegliere la “tua Lectio Magistralis”?
Per fortuna ho preso un abbaglio! Il premio Nobel a Dario Fo mi brucia ancora e, ricordando che c'è chi trama per farlo ottenere anche a Eco, sono stato indotto in confusione dall'"eco" di Fo.
Questo inciso non cambia nulla a quanto ho scritto
Scusami Pietro se ancora non ti ho risposto.
Sto seguendo un po' le vicissitudini di TocqueVille perché ritengo che per la "città dei liberi" sia un momento molto critico e non vorrei, per questo, dare una risposta superficiale ad argomenti importanti che invece meritano cura e attenzione.
A presto e un caro saluto.
Carissimo Pietro,
ti chiedo scusa per non averti risposto prima, ma, come ti avevo detto, ho rivolto la mia massima attenzione alle turbolenze che ultimamente hanno investito TocqueVille. E' un progetto in cui, pur non partecipandovi attivamente, ho riposto alcune speranze e che ora pare stia mostrando delle "crepe". Quindi, dato che ritengo che ci sia qualche speranza di poter riparare quelle "crepe", sto cercando di sensibilizzare chi ha la possibilità di far concretamente qualcosa.
Passando alle nostre questioni, anzitutto, quando scrivi cose come...
"[...] io sono uno che aspira all’eccellenza pur sapendo di non essere eccellente ma non mediocre [...]"
...mi fai tornare alla mente uno dei pochissimi passi della Divina Commedia di Dante che io riesca ancora a ricordare (anche perché non sono mai stato un campione in letteratura) e che ritengo di una "profondità" straordinaria:
...fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza...
(Dante, Divina Commedia, Inferno canto XXVI, vv. 119-120)
Di Renato Farina, come hai potuto constatare, ho grandissima stima e concordo con te che lo si sarebbe dovuto premiare per la sua collaborazione col SISMI. E, se fosse per me, l'Ordine dei giornalisti sarebbe da abolire oggi stesso per i suoi incontrovertibili e smaccati connotati politici.
Riguardo al Nobel, da quando fu dato a quel terrorista e affamatore del proprio popolo che rispondeva al nome di Arafat, lo ritengo un premio politicizzato nel profondo. Oggi, solo se cambiasse nome da "premio Nobel" a "premio Eurabia" riuscirebbe forse a scrollarsi un poco di dosso la tanta ipocrisia che lo circonda. Quel premio a quel fascista-trasformista-ipocrita (come tanti altri in Italia) di Dario Fo ancora mi rode tantissimo.
Arrivato a quarantuno anni, di Lectio Magistralis ritengo di averne sostanzialmente due:
la trilogia di Oriana Fallaci (La rabbia e l'orgoglio, La forza della ragione, Oriana Fallaci intervista sé stessa - L'Apocalisse) e il libro Senza radici scritto da Marcello Pera e dall'allora Cardinale Joseph Ratzinger.
Per me il discorso di Ratisbona costituisce sicuramente una "pietra miliare" così come lo è anche quello che tenne Marcello Pera al Meeting di Rimini del 2005 e che, se te lo sei perso, lo puoi rivedere e riascoltare qui oppure rileggertelo qui. Ti ricordo solo che in quel discorso di Pera spuntò una parolina ("meticci") sulla quale, estraendola dal contesto, si esercitarono scribacchini e leccapiedi dei soliti noti.
Presto mi farò risentire anche a proposito di quanto hai scritto sul tuo sito e che hai intitolato "Tsunami".
Un caro saluto.
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